Salute e benessere | 30 luglio 2010 19:51

Pro e contro del vegetariano

Sbagliato eliminare la carne: è fonte di sostentamento per i Paesi in Via di Sviluppo

Chi l'ha detto che mangiare vegetariano inquina meno? Un'inchiesta del New Scientist valuta i pro e i contro dei benefici di una dieta totalmente vegetariana sull'impatto ambientale. Ed emergono molte variabili, ma anche una certezza: se proprio alla carne non si vuole rinunciare, meglio pollo e maiale.


Nel mondo occidentale, ogni persona mangia mediamente 100 kg di carne all'anno. Ma uno dei motti ambientalisti recita: "Meno carne, meno riscaldamento globale". Eppure, siamo sicuri che eliminare la carne dal piatto di ogni giorno sia davvero un beneficio per l'ambiente? Alcuni ne sono convinti: "Nel mondo industrializzato il miglior modo per ridurre l'impatto ambientale da parte dell'uomo è che questi diventi vegetariano", sostiene Annette Pinner, responsabile della Società Vegetariana della Gran Bretagna.

 

Ma cosa succederebbe se tutti gli uomini togliessero la carne dalla loro dieta? Se da un lato le ricadute sarebbero importanti per l'ambiente, i risultati a più ampio spettro  - secondo un'inchiesta realizzata da New Scientist- sarebbero comunque tali da sorprenderci e forse porterebbero ad un ripensamento.

 

Secondo la Fao, nel 2008 il mondo ha consumato 280 milioni di tonnellate di carne, 700 milioni di tonnellate di latte e 1,2 miliardi di uova e ciò ha significato un enorme costo per l'ambiente.  È anche vero, però, che l'indagine della rivista scientifica mostra anche altri aspetti della questione. Se si decidesse realmente di togliere la carne dalla propria dieta, le ripercussioni sarebbero pesanti, soprattutto per il Terzo mondo. Nei Paesi in via di sviluppo, infatti, un piccolo numero di pecore, capre o mucche sono ancora oggi la base del sostentamento e piccoli allevamenti di animali in aree semidesertiche crea senza dubbio meno impatto ambientale rispetto a grandi distese di frumento. Un grosso errore, in particolare, sarebbe eliminare i maiali e i polli, che non hanno bisogno di cibarsi di grano.

Giorgia Cipelli

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