Stagione che vai, fastidio che trovi. E se fino a qualche settimana fa ci si lamentava per piogge e tempo instabile con l'arrivo del sole inizia la sinfonia del “che caldo che fa”.
Certo, le vacanze sono alle porte e presto il refrigerio farà rima con spiaggia e relax, ma per chi resta in città, come ogni anno, arrivano i consigli del Ministero della Salute per difendersi da afa e colpi di sole.
Prima di tutto -e qui il buon senso la fa da padrone- bisogna evitare di uscire nelle ore più calde, cioè tra le 11 e le 18. Particolare riguardo per bambini piccoli, anziani e soggetti con problemi di salute (cardiopatici e broncopatici in primis): meglio schivare zone a traffico intenso e concedersi quattro passi al parco solo di buon mattino.
Occhio poi all'abbigliamento: niente abiti attillati e scuri, sì a lino e cotone e se possibile preferire sandali a calzature chiuse. A spasso sempre cappellino in testa e occhiali da sole ben piazzati sul naso.
Se si esce in macchina arieggiare per bene l'abitacolo prima di entrare e riguardo per il seggiolino del bimbo: prima di assicurare il pargolo accertarsi che non si ustioni il sederino.
A casa, invece, evitare di aprire le finestre nelle ore più calde e tenere sempre l'ambiente ombreggiato. Se l'appartamento è climatizzato mantenere la temperatura tra i 24 e i 26 gradi per evitare sbalzi dannosi per la salute, dritta che ovviamente vale anche per automobile e ufficio.
Quando il termometro sale è poi importante conservare in maniera opportuna cibi e farmaci e quando si viaggia in aereo meglio non mettere le medicine in valigia, ma riporle nel bagaglio a mano.
Inutile sottolineare che lasagne e vino rosso non sono l'ideale di questi tempi e che un pranzetto a base di frutta, verdura e tanti liquidi è decisamente più appropriato.
Un ultimo consiglio: quando arriva l'estate e le città si svuotano a soffrire sono i soggetti più deboli e indifesi che spesso passano le calde giornate d'agosto chiusi in casa. È importante e civile allungare occhi e orecchie verso gli appartamenti di vicini o conoscenti soli e accertarsi che stiano bene; a volte basta un piccolo gesto di solidarietà per aiutare il prossimo.