Salute e benessere | 31 agosto 2010 15:08

L'ambrosia fiorisce ed è boom di allergie

Record in Lombardia degli allegici al "nettare degli dei"

Fine agosto, tempo d'ambrosia. Con l'estate agli sgoccioli torna l'allergia al "nettare degli dei", un incubo lungo due mesi che sorprende gli italiani proprio al rientro dalle ferie. L'esercito del fazzoletto pronto all'uso, naso chiuso, occhi rossi e respiro corto, si concentra in blocco in Lombardia.

 

"Nella nostra regione gli allergici all'ambrosia sono almeno 300 mila, il 2-3% circa della popolazione generale", stima Claudio Ortolani, direttore dell'Istituto allergologico lombardo e membro della squadra di esperti reclutata dal Comune di Milano per colorare la metropoli di 'verde anallergico'. Polmoni d'ossigeno amici degli insofferenti ai pollini. Ma le file degli ipersensibili all'ambrosia sono destinate a ingrossarsi, prevede l'esperto. "Gli allergici sono in costante aumento,nelle zone più colpite dal problema, cioè l'area a Nord-Ovest di Milano e la provincia di Varese, le percentuali di pazienti arrivano a quote superiori al 10% e aumentano al ritmo dell'1-2% all'anno", precisa lo specialista che ricorda: "Tra la prima grande indagine epidemiologica condotta in Lombardia nel 1995, e la seconda ripetuta nel 2002, l'incremento è stato altissimo". Secondo gli ultimi dati il record è di Castellanza, nel Varesotto, con "un buon 15% di allergici", mentre nella confinante Busto Arsizio "siamo al 12%". Il segreto dell'ambrosia sta tutto nel seme: "E' come un grano di riso, ma ha dei piccolissimi aculei che permettono all'ambrosia di 'agganciarsi' agli pneumatici delle automobili e di viaggiare in autostrada". 

 

Ed è proprio così, comodamente a bordo di mezzi a due o 4 ruote, che l'ambrosia si è diffusa continuerà a farlo. Forse fino a 'contagiare' l'intera Penisola, ipotizza Ortolani. Le 'autostrade dell'ambrosia' arrivano molto lontano. Dall'epicentro dell'allergia, un'area che si dirama "sempre più estesa" dal Varesotto e dalla cintura di comuni a Nord-Ovest di Milano, il seme 'uncinato' che si conficca nelle ruote ha ormai affondato le radici "anche in alcune zone intorno a Brescia, Mantova e Pavia", elenca Ortolani. E ha già varcato i confini lombardi, insediandosi per esempio "in Piemonte, nella provincia di Novara, o in Emilia, nel Piacentino". Non è tutto. L'ambrosia 'macina' centinaia di chilometri anche fuori dall'Italia. Nella sola Europa, "partendo dall'Ungheria e dalla Valle del Rodano, zone tipicamente infestate dalla pianta - osserva l'allergologo - lungo le rotte autostradali l'ambrosia è già entrata da un lato in Svizzera, a Ginevra, e dall'altro in Austria: Vienna è piena". Insomma, "l'ambrosia si diffonde a macchia d'olio". 

 

"Lo stesso inquinamento atmosferico, con l'aumento dei livelli di anidride carbonica, ha sicuramente favorito la crescita dell'ambrosia" che poi, da casello a casello, lungo le autostrade si è diffusa ad ampio raggio.Tant'è. "Ogni anno, grosso modo dal 5 agosto ai primi di ottobre, con un picco massimo in corrispondenza di ferragosto", la stagione allergica torna puntuale ad assillare Lombardia e dintorni.

 

La guerra all'ambrosia, però, inizia dalla lotta 'fisica' alla pianta infestante. "La bonifica ambientale è fondamentale - prosegue Ortolani - In Lombardia, il presidente della Regione Roberto Formigoni ha emanato un'ordinanza ad hoc, che impone sfalci mensili a partire da maggio" fino al periodo allergico. I cittadini che nei propri terreni 'ospitano' l'ambrosia "sono tenuti allo sfalcio, altrimenti incorrono in sanzioni. Ma molte aree da bonificare sono pubbliche, quindi lo sfalcio dipende dall'amministrazione comunale".

Version Preview