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		<title>studio1tv.it: Ultime News</title>
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		<lastBuildDate>Mon, 06 Sep 2010 18:31:00 +0200</lastBuildDate>
		
		
		<item>
			<title>Bar Sport: dalla carta alla cellulosa</title>
			<link>http://www.studio1.it/notizie/spettacoli-cinema-e-tv/spettacoli-approfondimento/archive/2010/settembre/06/bar-sport-dalla-carta-alla-cellulosa.html</link>
			<description>Il libro cult di Stefano Benni diventa un film con Claudio Bisio.</description>
			<content:encoded><![CDATA[Diventa un film il “Bar Sport” di&nbsp; Stefano Benni con Claudio Bisio e Giuseppe Battiston tra i&nbsp; protagonisti del film di Massimo Martelli.

Le riprese sono&nbsp; cominciate a Sant'Agata Bolognese (produzione Aurora Film e Rai Cinema). Amori, sfide, cappuccini, avventure, trasferte,&nbsp;grappini, campioni, bambini, nonni, sesso e meringhe: questi, parafrasando le parole dello stesso Stefano Benni, i temi al centro del film, tratto da un cult della narrativa italiana.

Un cast particolare per un film a lungo atteso: il libro di Benni è stato infatti un successo di vendite straordinario, arrivando a un&nbsp; milione e mezzo di copie vendute. Nei ruoli più importanti,&nbsp; figurano Claudio Bisio, Giuseppe Battiston, Antonio Catania, Antonio Cornacchione, Angela&nbsp; Finocchiaro, Teo Teocoli. La sceneggiatura è affidata a Nicola Alvau, Massimo Martelli, Giannandrea Pecorelli, Michele Pellegrini. (ANSA)]]></content:encoded>
			<category>Spettacoli</category>
			<category>cinema e TV</category>
			
			
			<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 18:31:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
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			<title>Roberto Baggio torna in azzurro</title>
			<link>http://www.studio1.it/notizie/sport/sport-approfondimento/archive/2010/settembre/06/roberto-baggio-torna-in-azzurro.html</link>
			<description>Il &quot;divin codino&quot; a Coverciano come dirigente: &quot;Dobbiamo lavorare sui giovani&quot;.</description>
			<content:encoded><![CDATA[&quot;Sognare aiuta a vivere, e per me&nbsp; tornare a Coverciano, tra la nazionale, è un'emozione forte, da&nbsp; primo giorno di scuola&quot;. Roberto Baggio rimette maglia e&nbsp; scarpini, anche se solo idealmente. Nessun allenamento con la&nbsp; nazionale che lo ha visto protagonista in campo: all'ex Codino il calcio italiano ha chiesto di&nbsp; mettere la sua esperienza al servizio della rifondazione, come&nbsp; presidente del settore tecnico Figc.

Oggi il campione di Caldogno è tornato a varcare i cancelli&nbsp; di Coverciano non per il corso da allenatore, ma per mischiarsi&nbsp; agli azzurri. Undici anni dopo l'ultimo ritiro al centro&nbsp; tecnico. Domani Baggio sarà al Franchi per assistere a&nbsp; Italia-Far Oer, oggi ha fatto visita a Prandelli e alla sua&nbsp; nazionale.

&quot;La maglia numero 10 a Cassano? Credo sia importante&nbsp; per lui averla indosso - ha detto Baggio - Antonio fa la differenza. Ha ragione Prandelli, la qualità&nbsp; é l'unica strada e l'Italia ha bisogno di giocatori come lui&quot;. &quot;Dobbiamo lavorare sui giovani, perché diventino calciatori e&nbsp; buone persone&quot; - ha proseguito il Divin Codino -&nbsp;&quot;Ho visto la partita con l'Estonia, è presto per giudicare: il cammino del calcio italiano è appena all'inizio, ci vuole tempo e pazienza&quot;. (ANSA)]]></content:encoded>
			<category>Sport</category>
			
			
			<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 18:23:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
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			<title>Strade italiane più sicure, incidenti in calo</title>
			<link>http://www.studio1.it/notizie/cronaca/cronaca-approfondimento/archive/2010/settembre/06/strade-italiane-piu-sicure-incidenti-in-calo.html</link>
			<description>Legislazione più severa e maggiori controlli. Soddisfazione del Governo.</description>
			<content:encoded><![CDATA[&quot;Gli ultimi dati diffusi dalla Polizia&nbsp; Stradale sul calo di morti e feriti negli incidenti stradali,&nbsp; frutto di una legislazione più severa e dei sempre più efficaci&nbsp; controlli per chi guida sotto l'effetto dell'alcol e della&nbsp; droga, ci permettono di guardare con ottimismo agli obiettivi&nbsp; che l'Europa ci chiede di raggiungere&quot;: così il sottosegretario&nbsp; alla Presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, in una nota.

Secondo Giovanardi &quot;si tratta di un risultato molto positivo,&nbsp; che dimostra come la politica possa dare risultati importanti&nbsp; per i cittadini se non si perde in sterili e inutili polemiche&quot;.&nbsp;(ANSA)]]></content:encoded>
			<category>Cronaca</category>
			
			
			<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 18:15:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Grano russo, esportazioni in calo del 58%</title>
			<link>http://www.studio1.it/notizie/economia/economia-approfondimento/archive/2010/settembre/06/grano-russo-esportazioni-in-calo-del-58.html</link>
			<description>Forte stretta dei Paesi ex Urss a causa dei recenti incendi. Prezzi in rialzo e riduzione delle scorte.</description>
			<content:encoded><![CDATA[Il blocco delle esportazioni russe,&nbsp;deciso a causa degli incendi che hanno distrutto i raccolti del&nbsp;Paese, ha generato forti pressioni sul prezzo del grano tanto&nbsp; che, secondo uno studio dell'Area Research di Banca Monte dei&nbsp; Paschi di Siena, per il 2010 il totale dell' export mondiale&nbsp; diminuirà di circa il 6% rispetto al 2009 attestandosi a 124,5&nbsp; milioni di tonnellate.

Forte la contrazione delle esportazioni dei paesi Ex-Urss&nbsp; (-57,9% anno su anno nel 2010), mentre la Russia nel 2010&nbsp; coprirà solo il 2% delle esportazioni mondiali rispetto al 14%&nbsp; del 2009 e nel 2011 il paese rischia di passare da esportatore&nbsp; netto a importatore netto.

Anche le scorte, dopo due&nbsp; anni di forte crescita (+32,6% nel 2008 e +17,2% nel 2009),&nbsp; quest'anno subiranno un calo di quasi il 10% contribuendo così&nbsp;alla scarsità dell'offerta. Nei prossimi anni la domanda di grano dovrebbe, inoltre,&nbsp; continuare a crescere in linea con l'aumento dei redditi nei&nbsp;Paesi in via di sviluppo, generando ulteriori pressioni sui&nbsp; prezzi. (ANSA)]]></content:encoded>
			<category>Economia</category>
			
			
			<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 18:07:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>English tea... made in Poland!</title>
			<link>http://www.studio1.it/notizie/articoli-approfondimento/archive/2010/settembre/06/english-teamade-in-poland.html</link>
			<description>Lo storico marchio del the inglese Twinings porta la produzione oltre Manica. </description>
			<content:encoded><![CDATA[La mitica bustina Twinings sarà prodotta in Polonia ed è la fine di un'era:&nbsp; da quando nel 1706 Thomas Twining aprì la prima 'tea room' al&nbsp; numero 216 dello Strand di Londra, il glorioso marchio inglese&nbsp; é stato finora un nome intrinsecamente legato alla tradizione&nbsp;britannica.

Vittima&nbsp; della concorrenza globale, la società proprietà di Associated&nbsp; British Food ha annunciato il trasferimento della maggior parte&nbsp; della produzione a Swarzdz, nella Polonia centrale. Twinings&nbsp; è da 170 anni fornitore della Casa Reale, ma già da tempo buona parte delle miscele venivano imbustate in Cina.

La Polonia però è&nbsp; arrivata come un duro colpo per i circa 400 operai che adesso hanno la&nbsp; quasi certezza di essere mandati a casa: a&nbsp;partire dalla prossima settimana lavoratori polacchi arriveranno&nbsp; nell'impianto di North Shields per familiarizzarsi con il&nbsp; mestiere.

L'indignazione è rimbalzata sulla stampa: &quot;Té&nbsp; prodotto in Polonia? No, questo è contro la legge di Dio e&nbsp;degli uomini e i pionieri imperiali di Rudyard Kipling si&nbsp; rivolteranno nella tomba&quot;, ha scritto il Guardian. Oggi Twinings è presente con i suoi prodotti in 115 paesi e in&nbsp; Italia le sue bustine sono distribuite dal 1956 in 50 miscele,&nbsp; contro quasi 200 nel mondo. (ANSA)]]></content:encoded>
			<category>Costume e società</category>
			
			
			<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 17:56:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Agguato nel salernitano: ucciso il sindaco ecologista di Pollica</title>
			<link>http://www.studio1.it/notizie/cronaca/cronaca-approfondimento/archive/2010/settembre/06/agguato-nel-salernitano-ucciso-il-sindaco-ecologista-di-pollica.html</link>
			<description>Angelo Vassallo freddato nella sua auto mentre rientrava a casa</description>
			<content:encoded><![CDATA[E' stato ucciso in un agguato avvenuto in nottata nella frazione Acciaroli, rinomata localita' turistica del Cilento, il sindaco del Comune di Pollica, Angelo Vassallo. Il cadavere dell'uomo e' stato trovato nella sua auto. Sarebbe stato colpito da sei-sette proiettili.

E' stato il fratello di Angelo Vassallo a scoprire il delitto. L'uomo era stato avvertito a tarda ora dalla cognata, la moglie del sindaco, del mancato ritorno a casa del marito ed aveva cominciato a cercarlo ad Acciaroli, una delle due frazioni del comune di Pollica. Poco dopo le due di notte ha avvistato l'auto del fratello, un'Audi, sul ciglio di una strada, in localita' Cerza Longa, dalla quale si raggiunge la sua abitazione, che dista circa cento metri dal luogo in cui e' stato trovato il cadavere. La strada e' stata costruita poco piu' di un anno fa e conduce al depuratore di Acciaroli. I bossoli ritrovati sul selciato sono stati sparati da una pistola calibro 9.

Angelo Vassallo sposato e padre di due figli, in passato e' stato anche Consigliere provinciale di Salerno. Nel Cilento era conosciuto come il ''sindaco-pescatore'' per la sua attivita' principale. Vassallo da sempre aveva improntato la sua azione politica a difesa dell'ambiente. Era iscritto al Partito democratico anche se negli ultimi tempi aveva assunto una posizione abbastanza critica nei confronti della sinistra.

Proprio il mese scorso aveva rilasciato una intervista esprimendo apprezzamento per il decisionismo della Lega, lamentando troppa lentezza nella risoluzione dei problemi del Mezzogiorno. Vassallo e' stato piu' volte sindaco di Pollica nel cui territorio ricade la spiaggia di Acciaroli, rinomata per le sue acque limpide (e' segnalata con cinque vele nella Guida Blu di Legambiente) e polo di attrazione di migliaia di turisti italiani e stranieri.

Esercizi pubblici con le serrande abbassate, silenzio irreale, cartellini ''chiuso per lutto cittadino'' all'esterno di alcuni bar e ristoranti. E' il volto di un paese sotto choc quello che si presenta stamane nel porto di Pollica: una zona di solito allegramente animata da residenti e turisti, ancora molto numerosi in questa prima settimana di settembre, e' caratterizzata stamane da un silenzio irreale. Persino le auto camminano lentamente, nella zona del porto, mentre capannelli di turisti si formano per chiedere cosa sia successo.

Nessuno dal Comune ha proclamato il lutto cittadino, ma molti esercenti hanno usato questa formula per manifestare il proprio dolore sulle saracinesche abbassate. ''Abbiamo deciso di chiudere - dice il titolare di una pasticceria - perche' Angelo Vassallo era una persona seria, un lavoratore che ha dato lustro a questa localita' balneare. Non e' un caso che da anni veniamo premiati con la bandiera blu da Legambiente: e' uno dei segni del lavoro realizzato dal sindaco''.

PROCURATORE VALLO, ERA PREOCCUPATO - ''Negli ultimi tempi era preoccupato e mi teneva costantemente informato sugli sviluppi di alcune vicende. Era un uomo che si batteva contro l'illegalita' ed era sempre in prima linea. Quando accadeva qualcosa di particolare sul suo territorio, me lo segnalava''. Il procuratore della Repubblica di Vallo della Lucania, Alfredo Greco, che coordina le indagini sull'omicidio del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, aveva una conoscenza diretta della vittima dell'agguato. ''Ci sono molte piste da seguire - dice il magistrato - e per il momento non abbiamo un orientamento preciso sul possibile movente''. ''Non sappiamo ancora - conclude Greco - neppure se abbia agito una o piu' persone. Si puo' pensare di tutto''.]]></content:encoded>
			<category>Cronaca</category>
			
			
			<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 12:30:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Moto2: incidente mortale per Tomizawa</title>
			<link>http://www.studio1.it/notizie/sport/sport-approfondimento/archive/2010/settembre/06/gp-tragico-incidente-per-tomizawa.html</link>
			<description>Il pilota giapponese, 20 anni, è morto dopo una sfortunata caduta sul circuito di Misano</description>
			<content:encoded><![CDATA[Il pilota giapponese Shoya Tomizawa, rimasto coinvolto in un grave incidente durante il Gp di San Marino delle Moto2, e' morto a causa delle gravi lesioni riportate.&nbsp; Nell'incidente sono rimasti coinvolti anche De Angelis, illeso, e Scott Redding, caduto subito dopo. La morte e' stata confermata dal dottor Claudio Costa, medico responsabile della clinica mobile del motomondiale. Il giapponese, portato d'urgenza all'ospedale di Riccione dopo il gravissimo incidente sulla pista, è deceduto alle 14.20.

Nella variante del circuito Santa Monica di Misano, che si fa a pieno gas con le Moto2, Tomizawa è uscito fuori dalla pista, perdendone il controllo della moto: sbalzato via, il giapponese ha prima battuto violentemente sull'asfalto della pista, poi è stato colpito da Alex De Angelis che seguiva a gran velocità, e poi travolto in pieno dall'inglese Redding. Soccorso immediatamente dal personale medico della pista, le condizioni del pilota sono apparse subito disperate: Tomizawa era già in coma quando l'ambulanza lo portava all'ospedale di Riccione. Trasferito in elicottero d'urgenza a Cesena, Tomizawa è arrivato nel nosocomio romagnolo già morto per i traumi toracici, cranici e addominali.

La morte di Tomizawa arriva dopo appena una settimana dal tragico incidente di Peter Lenz, il ragazzo di 13 anni morto a Indianapolis in una gara di contorno della MotoGp.

Tomizawa classe 1990, ha iniziato a correre nelle minimoto a soli tre anni e ha continuato fino al 1996 in modo amatoriale. Dal 1997 arrivano le prime affermazioni, Shoya vince da quell'anno 4 campionati nazionali. Dal 2005 inizia la sua carriera con le moto da gran premio nei trofei organizzati dalla Honda in Giappone. Dal 2009 è nel campionato del mondo, il suo debutto in classe 250 lo vede terminare l'anno in 17/a posizione. Con l'avvento della nuova classe di mezzo, la Moto2, Tomizawa si schiera quest'anno con il Team Cip Technomag, con il quale vince la prima gara dell'anno, divenendo il primo pilota ad arrivare al successo in Moto2 nel Gp del Qatar a Doha. Buona anche la seconda gara della stagione a Jerez de la Frontera in Spagna, dove il giapponese conquista un secondo posto. Settimo nel mondiale, nella gara di Misano Adriatico, lo schianto fatale.

&quot;Quando succedono queste cose il resto non conta, noi siamo stati informati alla fine della nostra gara&quot;. Valentino Rossi parla così, al termine della corsa delle Moto gp a San Marino, della tragica morte del pilota delle moto 2, Tomizawa. &quot;Abbiamo visto una botta bruttissima - ha detto il pilota ai microfoni di Mediaset - poi mancava mezzora alla gara e ci siamo concentrati sulla corsa. E' satto un incidente bruttissimo, lui lo avevo visto prima della 125. Peccato davvero&quot;. Tristezza anche nelle parole di Jorge Lorenzo: &quot;La gara oggi non conta&quot;. Il Presidente di Dorna Sport, Carmelo Espeleta, era giunto nel parco chiuso del podio della Motogp per avvertire i piloti della morte del giovane Tomizawa.]]></content:encoded>
			<category>Sport</category>
			
			
			<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 12:24:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Fini: il Pdl non esiste più</title>
			<link>http://www.studio1.it/notizie/articoli-approfondimento/archive/2010/settembre/06/fini-il-pdl-non-esiste-piu.html</link>
			<description>Berlusconi: allora alle elezioni. Tutti i passaggi del discorso del presidente della camera a Mirabello.</description>
			<content:encoded><![CDATA[<br />VOGLIAMO CAPIRE COME COSTRUIRE PATTO LEGISLATURA - &quot;Vogliamo capire come costruire un patto di legislatura&quot;. Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, dal palco di Mirabello. &quot;Confidiamo nel senso di responsabilità di tutti&quot;.

OK FEDERALISMO MA DEVE ESSERE IN INTERESSE TUTTI -&quot;Il federalismo è possibile solo se sarà fatto &quot;nell'interesse di tutta l'Italia, non soltanto nella parte più sviluppata del Paese. Bossi sa che è possibile realizzare il federalismo, ma solo se nell'interesse generale&quot; e se non è &quot;a scapito del Mezzogiorno&quot;. E' un passaggio dell'intervento del presidente della Camera, Gianfranco Fini, dal palco di Mirabello. &quot;Bossi - ha detto Fini - è un leader popolare, abbiamo polemizzato tante volte, solo chi non conosce la storia oltre che la geografia può pensare che la Padania esista davvero. Ma capisce che quella bandiera che alzato per primo, fra lo scetticismo e l'ironia, quella del federalismo oggi può essere bandiera che determinerebbe il compimento di una missione storica. Quel federalismo è possibile solo se è nell'interesse di tutta Italia non solo in quella della parte più progredita. Nella commissione bicamerale che dovrà verificare i decreti attuativi del federalismo fiscale dovremmo discutere e non lasciare la discussione all'asse Tremonti-Calderoli&quot; La riforma del federalismo fiscale in questo senso deve servire, secondo Fini &quot;per celebrare i 150 anni dell'Unità d'Italia&quot;.

FINI A PREMIER, NON C'E'LESA MAESTA', NON SIAMO SUDDITI - A Silvio Berlusconi &quot;siamo tutti grati per quel che ha fatto soprattutto quando, nel '94, ha contrastato la gioiosa macchina da guerra; ma la gratitudine non puo' significare che ogni volta che si critica o si esprime opinioni diverse, ci si debba sentire accusati di lesa maestà. Non ci può essere diritto di lesa maestà perché non c'é un popolo di sudditi&quot;. E' un passaggio dell'intervento del presidente della Camera, Gianfranco Fini, dal palco di Mirabello. &quot;Berlusconi ha tanti meriti, ma anche qualche difetto: in primo luogo di non aver ben compreso che in una democrazia liberale non può esserci l'eresia, perché non c'é l'ortodossia. Gli siamo tutti grati per quello che ha fatto, ma la gratitudine - ha puntualizzato Fini - non può significare che ogni volta che si esprime una critica ci si sente accusati di lesa maestà: non c'é un popolo di sudditi, ma di cittadini che vogliono partecipare attivamente&quot;. &quot;Non ho mai contestato la leadership di Berlusconi - ha detto poi - ma lui ha l'attitudine a confondere la leadership con il ruolo che nelle aziende hanno i proprietari: il Pdl non può essere derubricato a contorno di un leader&quot;.

BERLUSCONI NON CONFONDA LEADERSHIP CON PROPRIETA'- Il premier Berlusconi non confonda la leadership con la proprietà. Lo ha affermato il presidente della Camera Gianfranco Fini nel suo intervento a Mirabello sottolineando che la &quot;gratitudine&quot; non può significare l'impossibilità di fare critiche a cui si risponde con &quot;gesti di stizza e fastidio&quot;.

QUALE PAESE RESTA TANTO SENZA MINISTRO SVILUPPO? - &quot;Ma vi pare possibile che nonostante il 'ghe pensi mi' si debba attendere ancora di conoscere il nome del ministro dello Sviluppo economico? Ma in quale altro Paese&quot; avverrebbe una cosa del genere? E' un ministero importante &quot;non uno strapuntino&quot;. E' un passaggio dell'intervento del presidente della Camera, Gianfranco Fini, dal palco di Mirabello.

NO A SCORCIATOIE GIUDIZIARIE CONTRO BERLUSCONI - &quot;Berlusconi ha il diritto di governare e pensare a scorciatoie per via giudiziaria per toglierlo di mezzo rappresenterebbero davvero una lesione della sovranità&quot; Così Gianfranco Fini dal palco di Mirabello. &quot;Bisogna smettere di affidare al dottor Stranamore Ghedini di trovare una soluzione, non ci vogliono leggi ad personam, ma leggi che tutelano il cpao del governo, non la cancellazione dei processi, ma la loro sospensione&quot;.

ESPULSIONE DA PDL ATTO ILLIBERALE E AUTORITARIO - &quot;La mia espulsione del Pdl è stata un atto illiberale e autoritario&quot; degno del &quot;peggior stalinismo&quot;. Lo ha detto Gianfranco Fini nel corso del suo intervento alla festa di Futuro e Libertà. Non c'e stata alcuna fuoriuscita, nessuna scissione, nessun atteggiamento volto a demolire al Pdl: c'é stata di fatto la mia estromissione dal partito che avevo contribuito a creare, un atto che forse è stato ispirato, da chi lo ha scritto, libro nero del comunismo. Solo nelle pagine del peggior stalinismo - ha ammonito Fini - si può essere messi alla porta senza nessun tipo di contraddittorio, con il tentativo di annullare ogni tipo di diversità&quot;.

GHEDDAFI A ROMA: FINI, GENUFLESSIONE POCO DECOROSA - E' stato uno &quot;spettacolo poco decoroso quello con cui è stato accolto un personaggio che non può insegnare nulla né nel rispetto della donne né nella dignità della persona umana. Da ex ministro degli Esteri conosco le ragioni della 'real politik', ma non può portare a una sorta di genuflessione nei confronti di chi può ergersi a maestro o punto di riferimento&quot;. E' un passaggio dell'intervento del presidente della Camera, Gianfranco Fini, dal palco di Mirabello, in cui si fa un implicito riferimento alla visita di Muammar Gheddafi a Roma.

GARANTISMO SACROSANTO MA NO IMPUNITA' PERMANENTE - &quot;Il garantismo è un principio sacrosanto, ma mai e poi mai può essere considerato una sorta di immunità permanente&quot;. Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini dal palco della festa tricolore di Mirabello.

DA CERTA STAMPA LAPIDAZIONE ISLAMICA VERSO MIA FAMIGLIA - La campagna estiva di alcuni giornali del centrodestra &quot;é stata il tentativo di dar vita ad un'autentica lapidazione di tipo islamico contro la mia famiglia&quot;. Lo ha affermato il presidente della Camera Gianfranco Fini parlando alla festa di Mirabello. &quot;Attendiamo fiduciosi e sereni che siano i magistrati a chiarire quante calunnie e diffamazioni&quot; vi siano state in questa vicenda, ha tra l'altro detto Fini. Il presidente della Camera ha aggiunto: Questi giornali sono &quot;il biglietto da visita del partito dell'amore. Immaginiamo cosa scriverebbero se diventassero un po' meno amichevoli&quot;.

NON CI FACCIAMO INTIMIDIRE DA 'METODO BOFFO' - &quot;Si va avanti senza farci intimidire da quello che è stato il 'metodo Boffo' messo in campo da alcuni giornali che dovrebbero essere, pensate un po', il biglietto d'amore del partito dell'amore; noi non ci facciamo intimidire perché di intimidazioni ne abbiamo vissute ben altre. Non ci facciamo intimidire da campagne paranoiche e patetiche&quot;. Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, dal palco di Mirabello.

QUALCHE COLONNELLO HA CAMBIATO GENERALE - &quot;Qualche colonnello ha cambiato generale e forse è già pronto a cambiarlo ancora&quot;. Così il presidente della Camera Gianfranco Fini si è rivolto, dal palco di Mirabello, ai vertici di An che hanno seguito Berlusconi. &quot;Mirabello è diventata ed è per un giorno la capitale della politica italiana&quot;. Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, dal palco della Festa Tricolore.

MARONI: SE VOTO PRONTI A ELEZIONI IN POCHI GIORNI - &quot;Se cade la maggioranza si va al voto e il Ministero dell'Interno è pronto a organizzare le elezioni in pochi giorni&quot;. Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, dal palco della feste della Lega Nord a Torino. &quot;Il Ministero è pronto - ha aggiunto - se si dovesse andare a votare in due giorni organizziamo le elezioni, anche per domenica prossima&quot;.

BOSSI, FINI? SITUAZIONE DIFFICILE, NON DURA - &quot;La situazione è difficile, perché è come se Fini avesse detto 'non voglio accordi con la Lega'. Anzi, peggio: 'io ce l'ho con il nord'. Se Berlusconi dava retta a me si andava a elezioni e non c'erano Fini ne Casini né la sinistra che scompariva&quot;. Lo ha detto Umberto Bossi, segretario della Lega Nord e ministro delle Riforme, a una festa del Carroccio in Valcuvia. Dal palco Bossi ha ribadito che adesso &quot;per Berlusconi la strada è molto stretta: se tutti i giorni deve andare a chiedere i voti a Fini e a Casini per far passare una legge non dura molto&quot;.]]></content:encoded>
			<category>Politica</category>
			
			
			<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 12:07:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Gli ultimi colpi di Shrek</title>
			<link>http://www.studio1.it/notizie/spettacoli-cinema-e-tv/spettacoli-approfondimento/archive/2010/settembre/05/gli-ultimi-colpi-di-shrek.html</link>
			<description>L'orco verde è alle prese con la routine, in famiglia e sul grande schermo</description>
			<content:encoded><![CDATA[Quarto e probabilmente ultimo capitolo della saga cinematografica di <strong>Shrek</strong>, l’orco più famoso della storia del cinema. Quarto, perché il mostro verde dalle buffe orecchie è riuscito a conquistare un posto stabile nel cuore dei suoi spettatori, creando un fenomeno di costume che, solamente al botteghino, vale 3 miliardi di dollari. Probabilmente ultimo, perché, diciamocelo, dopo essersi redento, sposato e riprodotto, al caro Shrek non resta più nulla da portare sul grande schermo.

E infatti questo nuovo episodio incomincia all’insegna della routine familiare. Per tornare soltanto per un giorno nei panni dell’orco spaventoso che tutti temevano e rispettavano, Shrek scenderà a patti con il malvagio <strong>Tremotino</strong>, folletto infingardo dalle folli ambizioni. Ma una volta scoperta la triste realtà del motto “non sai mai quello che hai, finché non l’hai perso” dovrà faticare parecchio per riconquistarsi la sua felice quotidianità.

La tematica del ribaltamento dei personaggi che aveva caratterizzato fortemente i primi tre film risulta notevolmente affievolita. Se la ventata di novità era arrivata prima dall’orco rude ma buono, e poi da una fata madrina spietata o da una squadra di principesse stanche di essere salvate e pronte all’azione, in “Shrek e vissero felici e contenti” ci si limita a cancellare con un colpo di spugna (o meglio, con un infido contratto magico) tutti i rapporti instauratisi tra i protagonisti, per riassaporarne nuovamente la genesi.

Una sorta di operazione nostalgia, insomma. Le figure nuove di pacca, come lo stesso folletto, le streghe o l’infallibile killer interpretato dal Pifferaio magico non riescono a superare la piattezza della propria parte, e rimangono lì, incollati allo schermo, lontanissimi dalla mente e dal cuore degli spettatori. Non a caso, le scene più divertenti ci sono regalate come al solito dallo stordito <strong>Ciuchino</strong>, da un <strong>Gatto con gli stivali</strong> con qualche problema di linea e dalla compagine di comparse (dai Tre porcellini a Pan di zenzero, da Pinocchio all’Omino focaccina) ereditate dai capitoli precedenti. 

Unica sorpresa esilarante di questo quarto episodio è un mocciosetto dalle fattezze grottesche che chiede pedantemente a Shrek&nbsp; di “fare roar”. Un vero tormentone che accompagna lo spettatore anche dopo la proiezione, e che in qualche senso rappresenta lo spirito con cui la gente entra in sala: quello di rivedere ancora una volta i soliti Shrek e Fiona, ascoltare le solite battute demenziali di Ciuchino e&nbsp; ritrovare il solito Gatto con gli stivali con i suoi soliti occhioni luccicanti. Il solito, insomma. Ma il meccanismo della ripetizione è la base di ogni favola immortale: e dunque Shrek, tutto sommato, si merita di vivere&nbsp;per sempre felice e contento.

&quot;<em>Shrek e vissero felici e contenti</em>&quot; di Mike Mitchell. Durata: 93 minuti. Disponibile in 3D.
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			<category>Spettacoli</category>
			<category>cinema e TV</category>
			
			
			<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 17:05:00 +0200</pubDate>
			
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			<title>Dio non necessario alla creazione</title>
			<link>http://www.studio1.it/notizie/articoli-approfondimento/archive/2010/settembre/03/dio-non-necessario-alla-creazione.html</link>
			<description>Lo sostiene lo scienziato britannico Hawking. &quot;L'universo è la conseguenza inevitabile delle leggi della fisica&quot;</description>
			<content:encoded><![CDATA[&quot;La creazione dell'universo si può&nbsp;spiegare anche senza l'intervento di Dio, poiché le ultime scoperte scientifiche hanno dimostrato che esistono alternative all'idea che esso sia nato dalla mano divina&quot;. Lo sostiene lo&nbsp;scienziato britannico Stephen Hawking nel suo ultimo libro &quot;The&nbsp;Grand Design&quot; (Il progetto grandioso), di cui il Times ha pubblicato alcuni brani. La creazione dell'universo, scrive Hawking, è stata&nbsp; semplicemente una conseguenza inevitabile delle leggi della fisica. &quot;Poiché esistono leggi come quella della gravità -&nbsp; sostiene lo studioso nel libro di cui è coautore il fisico&nbsp;americano Leonard Mlodinow - l'universo può essere stato creato&nbsp;dal nulla&quot;.

Tra le conferme trovate dalla scienza a sostegno dell'origine scientifica dell'universo, Hawking ricorda la&nbsp; scoperta nel 1992 di un altro pianeta che orbita intorno a una&nbsp; stella, in condizioni simili a quelle della Terra che orbita&nbsp; intorno al Sole, rendendo quindi il caso terrestre non unico. Considerando che è altamente probabile che esistano non solo altri pianeti simili alla Terra ma addirittura altri universi,&nbsp; Hawking sostiene che se Dio avesse voluto creare l'universo allo&nbsp;scopo di creare l'uomo, non avrebbe avuto senso aggiungere tutto il resto. &quot;Non c'è bisogno di invocare Dio per accendere la miccia che fa partire l'Universo&quot;, scrive.&nbsp; Le affermazioni dell'autore della Breve storia del Tempo&nbsp; hanno suscitato un immediato dibattito, com'era prevedibile.&nbsp; Per il matematico Piergiorgio Odifreddi, religione e scienza non possono convivere, perché non guardano alla stessa cosa da&nbsp;due punti di vista diversi ma &quot;una è letteratura, e l'altra&nbsp;guarda alla realtà&quot;. &quot;Scienza e religione vanno scisse, ma&nbsp; perché è come paragonare i libri di Newton alla Divina&nbsp;Commedia - afferma Odifreddi -: in un caso si tratta di&nbsp; osservazioni matematiche e misurabili, nell'altro di&nbsp; letteratura.

Hawking nelle sue teorie elimina il concetto di&nbsp;tempo, secondo lui l'universo è come un salame di cui noi&nbsp; possiamo vedere solo una fetta, ma che in realtà è già 'tutto&nbsp; lì''; in questo caso non c'é una creazione, e quindi non c'é&nbsp; bisogno neanche di un Creatore&quot;. Secondo lo scienziato torinese&nbsp; anche i tentativi di conciliare le due visioni sono spesso&nbsp; frutto di una non conoscenza delle teorie fisiche: &quot;Si prenda&nbsp;il Big Bang. Questa teoria non afferma che l'universo è&nbsp;iniziato con un'esplosione, il che farebbe sorgere subito la domanda su cosa ci fosse prima, ma che andando indietro nel&nbsp; tempo l'universo tende verso un punto in cui c'erano massa e gravità infinita, ma non dice che lo abbia mai raggiunto&quot;.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 

Ma per il genetista Bruno Dallapiccola, dell'Università La Sapienza di Roma, &quot;é irrilevante pensare se c'é o non c'é un Dio dietro la creazione dell'universo. E' chiaro che nessuno può dimostrarlo. Ma la religione ha la&nbsp;funzione di guidare un dibattito e di dare punti di riferimento&nbsp;all'uomo&quot;. &quot;La religione - prosegue Dallapiccola - ha il&nbsp; diritto di dire la sua, di esprimere le proprie posizioni, ma&nbsp; anche la scienza ha il dovere di fare quello che vuole&quot;.&nbsp;Critico verso le posizioni del professor Hawking è il rabbino&nbsp;capo di Gran Bretagna, Lord Sacks, che sulle pagine dello stesso&nbsp;Times spiega come la conclusione che gli sviluppi scientifici&nbsp;escludano la possibilità dell'esistenza di un Dio è un &quot;errore&nbsp;elementare&quot; di logica. &quot;C'è una differenza tra scienza e&nbsp;religione - scrive Sacks -. La scienza ha a che vedere con la spiegazione. La Religione con l'interpretazione. La Bibbia non è&nbsp;interessata in come è nato l'Universo&quot;. Per il rabbino l'ostilità tra scienza e religione &quot;è una delle maledizioni&nbsp; della nostra epoca&quot; che danneggia entrambe.]]></content:encoded>
			<category>Scienze e tecnologia</category>
			
			
			<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 12:32:00 +0200</pubDate>
			
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